Di Giuseppe Mazzei
La “nuova CRIF”? Si chiama Italia Virtute-Crop News, dove vengono pubblicati i nomi e gli atti giudiziari di persone e organizzazioni che non rispettano gli obblighi contrattuali. Con il loro preventivo consenso.
Una delle paure più terribili per ciascuno di noi è finire, per colpa o per distrazione, nella banca dati della Crif.
La Crif è la Centrale dei rischi finanziaria, in cui vengono segnalati tutti coloro che sono inadempienti verso banche e finanziarie. Diventare ufficialmente un “cattivo pagatore” significa portarsi addosso uno stigma che chiude le porte di accesso al credito. Insomma non è una piacevole avventura. Per questo la minaccia di segnalazione alla Crif funziona come un fortissimo incentivo a non ritardare i pagamenti e a onorare i propri obblighi verso il sistema creditizio.
Ma che succede se uno non rispetta gli obblighi relativi a qualsiasi altro tipo di contratto che non sia quello di concessione di un credito? Finora non restava che andare in tribunale e aspettare la notte dei tempi per scoprire se si ha torto o ragione. Cosicché se qualcuno sottoscriveva un contratto già con l’idea di non rispettarlo poteva fare il furbo, non onorare i suoi obblighi senza che nessuno – a parte il malcapitato contraente – lo venisse a sapere, e trincerandosi sul classico: “mi faccia causa”, beneficiando per anni e anni dell’anonimato fino alla sentenza definitiva della Cassazione pubblicata da Italgiure che insieme a Sentenze Web, costituisce la doppietta di banche dati di sentenze curate dal centro elettronico di documentazionedella Corte di Cassazione. I dati sono liberamente disponibili online ad eccezione di taluni casi, per motivi legittimi, correlati alla tutela della dignità delle persone, alle vittime di reati sessuali, minori o di casi familiari, per i quali è previsto l’oscuramento delle identità.
Ma ora c’è una grossa novità. È stata ideata una sorta di “nuova Crif” per tutti coloro che sottoscrivono contratti di qualsiasi genere, a condizione che inseriscano una clausola.
Si tratta di una clausola “anti-furbetti” ideata dall’associazione non profit Crop News, editrice dell’omonimo periodico online, promossa da Konsumer Italia (Ente del Terzo Settore) nell’ambito di Italia Virtute, strategia nazionale pubblico-privato per la qualificazione reputazionale incontrovertibile, digitale, documentata, verificata e tracciabile. In pratica le parti contraenti si riconoscono reciprocamente il diritto di poter far pubblicare presunte inadempienze contrattuali documentate, inclusi atti endoprocedimentali, dal database di Italia Virtute ospitato sul periodico online Crop News dove l’acronimo sta per Cronache reputazionali oggettive personalizzate.
Un esempio? Tizio e Caio sottoscrivono un contratto con cui Tizio si impegna a fornire una certa quantità di merce a Caio a date prefissate. Ma Tizio fa il furbo e ritarda le consegne mettendo in difficoltà Caio. Se hanno sottoscritto la clausola anti-furbetti, Caio in attesa di aver ragione in giudizio, farà pubblicare sul periodico online Crop News le sue rimostranze documentate sugli inadempimenti contrattuali di Tizio. In questo modo chiunque consulterà il database di Italia VIRTUTE sul quotidiano Crop News verrà a sapere che Tizio non è un contraente affidabile e quindi ne starà alla larga. Più o meno come succede con la Crif: se ci finisci dentro, diventi agli occhi di tutti un cattivo pagatore e nessuno ti fa credito; chi sarà inserito nel data base ospitato su Crop News sarà identificato come un soggetto che non rispetta i contratti e quindi che fa il furbo. Chi si potrà più fidare di lui?
La “nuova Crif” si chiama dunque Crop News ed è più universale perché riguarda tutti i contratti, a differenza di Crif non è una società privata ma un’associazione non profit di cui sono soci tutti i lettori utenti del periodico.
Il sistema ha costi limitati per chi chiede a Crop News la pubblicazione dell’inadempimento contrattuale della controparte (164 euro per enti e imprese, 49 euro per individui) e permette al soggetto ritenuto presunto responsabile dell’inadempimento di difendersi pubblicando a sua volta documenti a propria discolpa (ad esempio l’opposizione al decreto ingiuntivo). Il che è, per questioni etiche, gratuito. Ma c’è di più. La parte del contratto che ha pagato per pubblicare la notizia guadagna € 4,91 (se ente o impresa) oppure € 2,46 (se individuo) per ogni interrogazione effettuata al database Italia Virtute da chi – prima di stipulare un contratto – vuole conoscere la correttezza della controparte in ordine ai pregressi impegni assunti con altri soggetti pagando 32,79 euro per enti e imprese e 16,40 euro per individui. Insomma, si ricava molto più di quanto si è speso e c’è il vantaggio “etico” di aver consentito alla collettività di aver generato maggiore sicurezza, intesa come “collaborazione tra virtuosi”.
Ma Crop News avrà anche un altro grande merito: quello di contribuire a ridurre il pesantissimo contenzioso sui contratti che fa soffocare i tribunali civili sotto una valanga di procedimenti.
La “paura” di poter essere segnalati su Crop News come contraente inaffidabile sarà un potente deterrente a non rispettare gli impegni contrattuali. Il nostro Tizio non potrà più dire a Caio: “se io non rispetto il contratto tu che mi fai? Mi fai causa? E va bene aspetterai decenni per avere ragione”. D’ora in poi Tizio penserà: “ma mi conviene non rispettare il contratto se poi Caio mi segnala su Crop News e nessuno vorrà avere più a che fare con me?”.
In questo modo Tizio non punterà sui ritardi della giustizia ma dovrà fare subito i conti con la perdita di reputazione e non costringerà Caio ad aprire un contenzioso.
Insomma con la clausola “anti-furbetti”, Crop News dà una mano a tutti gli operatori economici e ai consumatori perbene che vogliono stare alla larga da malintenzionati e contribuisce ad alleggerire in modo consistente il peso del contenzioso civile per la giustizia italiana. Non è poco.